Il viaggio
Un grand tour dell'isola di fuoco e ghiaccio, circumnavigando quasi tutta l'Islanda in senso antiorario più un'immersione nei Fiordi Occidentali — quindici giorni che cambiano per sempre il modo di guardare la natura.
Reykjavik, la capitale più settentrionale del mondo, accoglie con la sua atmosfera da grande villaggio: le case colorate lungo Laugavegur, la chiesa di Hallgrímskirkja che domina il profilo della città, i ristoranti di pesce e le caffetterie hipster. Una città piccola ma vivace, punto di partenza ideale per esplorare un paese dove la natura è la protagonista assoluta.
Il primo giorno è dedicato al Golden Circle, il circuito turistico più famoso d'Islanda. Il geyser Strokkur che erutta ogni 5-8 minuti lanciando una colonna d'acqua bollente a venti metri d'altezza — uno spettacolo ipnotico che non stanca mai. Le cascate di Gullfoss che precipitano in una gola con un rumore assordante e un arcobaleno permanente nella nebbia. Il Parco Nazionale di Þingvellir, dove le placche tettoniche eurasiatica e nordamericana si allontanano visibilmente creando una faglia che si può percorrere a piedi — il luogo dove nel 930 d.C. i vichinghi fondarono il primo parlamento della storia.
La penisola di Snæfellsnes, sulla costa occidentale, è un microcosmo di tutta l'Islanda: il ghiacciaio-vulcano Snæfellsjökull (quello di Jules Verne in "Viaggio al centro della Terra"), le scogliere di basalto di Arnarstapi con i nidi delle sterne artiche, il villaggio colorato di Stykkishólmur con il suo porto e la chiesa moderna.
I Fiordi Occidentali sono la parte più remota e meno visitata dell'Islanda — e forse la più bella. Strade sterrate che si arrampicano su valichi di montagna tra la nebbia, fiordi dove l'acqua è talmente ferma da sembrare uno specchio, e la cascata di Dynjandi — la cascata a ventaglio più spettacolare d'Islanda, che precipita per cento metri in una serie di salti sempre più larghi. Ísafjörður, la "capitale" dei Fiordi, è un villaggio di pescatori incuneato tra le montagne. Bolungarvík e le scogliere a picco sull'Atlantico, la costa degli Strandir con i suoi villaggi semi-abbandonati.
Akureyri, la seconda città d'Islanda (più che un grande villaggio in realtà), è la porta del nord. Da qui il lago Mývatn, con le pseudocrater che punteggiano le rive, i campi di lava nera di Dimmuborgir che sembrano rovine di una città aliena, e i bagni geotermici naturali dove ci si immerge con vista sulla distesa vulcanica. Húsavík per il whale watching: balenottere minke e megattere che emergono dall'acqua a pochi metri dalla barca, con le montagne innevate sullo sfondo.
L'altopiano di Askja: una deviazione nell'interno lungo piste per soli fuoristrada che attraversano il deserto di lava nera fino al cratere del vulcano, con il lago Öskjuvatn e il piccolo cratere di Víti dove ci si può fare il bagno in acqua geotermale a 2.000 metri di altitudine.
La costa orientale: Seyðisfjörður, un villaggio colorato in fondo a un fiordo circondato da cascate e montagne verdi, raggiunto attraverso un passo di montagna che toglie il fiato. Le spiagge nere di Héraðssandur, battute dal vento.
Il ghiacciaio-laguna di Jökulsárlón: iceberg luminescenti di ghiaccio blu che galleggiano nell'acqua glaciale, staccandosi dal Vatnajökull — il ghiacciaio più grande d'Europa. Le foche che nuotano tra gli iceberg. La spiaggia dei diamanti, dove i frammenti di ghiaccio si depositano sulla sabbia nera come gemme trasparenti.
Il gran finale: il trekking a Landmannalaugar, tra le montagne di riolite colorata — rosa, arancio, verde, viola — coperte di muschio e fumarole. Sorgenti termali naturali dove ci si immerge dopo ore di cammino, con il vapore che sale dalle rocce multicolori. Un paesaggio che sembra uscito da un altro pianeta.
Un paese dove il ghiaccio incontra il fuoco, dove la notte non arriva mai d'estate e dove ogni chilometro di strada regala uno scenario diverso. L'Islanda non è un viaggio: è una rivelazione.
Le informazioni su percorsi, difficoltà e condizioni sono basate sull'esperienza personale dell'autore e hanno valore puramente indicativo. Questo sito non è una guida alpina né un'agenzia di viaggi. Ogni attività viene svolta sotto la propria responsabilità.
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