Il viaggio
Un viaggio epico nella "Grande Île", la quarta isola più grande del mondo e uno scrigno di biodiversità endemica che non ha eguali sul pianeta. Venticinque giorni dal sud profondo alle isole tropicali del nord, attraversando foreste pluviali, canyon di arenaria rossa, barriere coralline e villaggi dove la vita scorre come cento anni fa.
L'arrivo ad Antananarivo — "Tana" per i locali — è il primo impatto con un mondo completamente diverso. La capitale si stende sulle colline rosse dell'altopiano centrale, con le sue case di mattoni a due piani, le stradine che si inerpicano tra i risciò e il mercato di Analakely dove si vende di tutto. Il Palazzo della Regina (Rova) domina la città dall'alto.
La prima tappa è il sud estremo: Fort Dauphin (Tolagnaro), raggiunta in volo interno. Da qui si esplora Evatra e la riserva di Nahampoana, dove si incontrano i primi lemuri — gli animali simbolo del Madagascar, che esistono solo qui. Occhi enormi, movimenti agili tra i rami, e una curiosità nei confronti degli umani che li rende irresistibili.
Risalendo verso ovest lungo la costa meridionale: Tuléar (Toliara) sulla costa sud-ovest, porta d'accesso alla barriera corallina di Ifaty — uno dei siti di snorkeling più ricchi del Madagascar, con coralli, tartarughe marine e pesci tropicali. Anakao, raggiunta in piroga, è un villaggio di pescatori Vezo con le loro piroghe a bilanciere sulla spiaggia — il tempo qui si misura con le maree. L'isolotto di Nosy Ve, a mezz'ora di piroga, ospita una colonia di sterne e spiagge di sabbia bianchissima.
Nell'entroterra: il Parc National de l'Isalo, uno dei gioielli del Madagascar. Canyon di arenaria rossa nel mezzo della savana (masopika), con piscine naturali di acqua cristallina azzurra nascoste tra le rocce. Il trekking attraverso le gole è un'esperienza unica — le pareti scolpite dall'erosione in forme fantastiche, i baobab solitari sulla cresta, e il silenzio assoluto rotto solo dal canto degli uccelli.
La Réserve d'Anja, vicino ad Ambalavao, è un'oasi di foresta dove si osservano i lemuri catta (ring-tailed lemur) da vicino — quelli con la coda a strisce bianche e nere che sembra uscita da un cartone animato. Ambalavao è anche la capitale della carta Antemoro, fatta a mano con fiori pressati.
Ranomafana, nel sud-est, è una delle foreste pluviali più importanti del Madagascar. Le cascate, l'umidità tropicale, i sentieri che si inoltrano nella giungla alla ricerca del lemure bambù dorato (una delle specie più rare del pianeta), i camaleonti che cambiano colore sotto gli occhi. Un ecosistema fragilissimo e preziosissimo.
Ambositra, la capitale dell'artigianato Zafimaniry — un popolo le cui tecniche di intaglio del legno sono patrimonio UNESCO. Le botteghe dei marqueterie lungo la strada principale vendono scatole, giochi e sculture realizzate con una maestria secolare.
Nella seconda parte del viaggio si raggiunge Nosy Be, "l'isola profumata", nell'estremo nord-ovest. Nosy Be è il Madagascar tropicale per eccellenza: acque calde e trasparenti, ylang-ylang e vaniglia nelle piantagioni, e una vita notturna che sorprende. Da qui le escursioni alle isole: Nosy Komba (l'isola dei lemuri neri), con il suo villaggio di artigiani e le scimmie che mangiano banane dalle mani dei visitatori. Nosy Mitsio, un paradiso quasi disabitato di spiagge bianche e fondali vergini. Nosy Sakatia per lo snorkeling con le tartarughe marine.
Un paese che mette alla prova — le strade impossibili, i tempi africani, la povertà che colpisce — ma che regala emozioni che nessun altro luogo al mondo può dare. Il Madagascar è la prova che la natura sa creare capolavori unici, fragili e irripetibili.
Le informazioni su percorsi, difficoltà e condizioni sono basate sull'esperienza personale dell'autore e hanno valore puramente indicativo. Questo sito non è una guida alpina né un'agenzia di viaggi. Ogni attività viene svolta sotto la propria responsabilità.
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