Alpi Friulane in van, 5 giorni da Asti
5 giorni (tarda primavera / estate)
Cinque giorni in van da Asti nelle Alpi Friulane: Venzone, la valle di Sauris, Sappada, le sorgenti del Piave, i Laghi di Fusine e l'altopiano del Montasio. Strade strette e tornanti, per questo un van compatto.
Mappa
Itinerario dettagliato
Cinque giorni in van dalle Alpi Friulane, partendo da Asti. Le strade della Carnia, della Val Canale e del Tarvisiano sono strette, con tornanti, pendenze forti e gallerie scavate nella roccia: per questo andiamo con un van compatto, delle dimensioni di un'auto, che passa dove un camper grande non passa. Il primo e l'ultimo giorno sono di trasferimento, i tre in mezzo sono di valli, laghi e altopiani.
Giorno 1, da Asti a Venzone
Circa 9 ore di guida, per statali e non per autostrada: Cremona e Mantova, poi Bassano del Grappa, Feltre e Belluno, infine la Pontebbana fino a Venzone. Venzone fu distrutto dal terremoto del 1976 e ricostruito pietra su pietra. Giriamo a piedi dentro le mura trecentesche a doppio fossato, tra il Duomo di Sant'Andrea e la Cappella di San Michele, dove sono conservate le mummie di Venzone, corpi che una muffa ha disidratato prima che si decomponessero.
Dormiamo nel parcheggio di via dei Fossati, a ridosso delle mura: niente sbarre né limiti di sagoma, niente carico e scarico né corrente, ma bagni pubblici automatici dall'altra parte della strada.
Giorno 2, la valle di Sauris
Circa 1 ora e 15 di guida. Da Venzone saliamo a Tolmezzo e Ampezzo, poi imbocchiamo la strada regionale del Lumiei, che risale la gola del torrente: tornanti stretti e gallerie storiche in curva, pavimentate in pietra, umide e poco illuminate. A Sauris ci fermiamo alla diga della Maina e camminiamo tra le frazioni di Sotto e di Sopra, dove le case sono in Blockbau, tronchi squadrati su un basamento di pietra. Al prosciuttificio Wolf, a Sauris di Sotto, si assaggia il prosciutto di Sauris, leggermente affumicato col faggio.
Dormiamo al Campeggio Treinke, tra le due frazioni: 70 piazzole nel bosco, con acqua e corrente, docce calde e carico e scarico. È aperto dal 1° giugno al 31 ottobre.
Giorno 3, da Sauris a Sappada
Circa 1 ora e 30 di guida. Si sale per la SP33 fino alla Sella di Razzo, confine tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, si scende verso Vigo di Cadore e si risale la val Degano fino a Sappada. È una strada panoramica ma stretta, senza mezzeria, con smottamenti e ghiaccio che restano a lungo: riapre a fine primavera e in autunno può essere chiusa in via precauzionale, quindi prima di partire chiamiamo il Comune di Vigo di Cadore o lo IAT di Sauris. Per strada c'è Pesariis, il paese degli orologi, con dodici grandi orologi monumentali nelle vie.
A Sappada (Plodn) visitiamo la parte vecchia, con le borgate di legno del Seicento e del Settecento, e le figure di fieno de «Il fieno racconta». A piedi si arriva al Sentiero delle Cascatelle, dove il torrente Mühlbach salta per una ventina di metri, accanto al Piccolo Museo della Grande Guerra. Da assaggiare i cjarsons, ravioli carnici con ripieno agrodolce di patate, ricotta, uvetta, cacao e cannella.
Dormiamo all'area camper di Sappada, in borgata Palù, con casse automatiche, carico d'acqua e pozzetti di scarico. La corrente si paga a parte con una tessera.
Giorno 4, dalle sorgenti del Piave ai Laghi di Fusine
Circa 2 ore e 15 di guida, escluse le deviazioni in quota. Da Sappada risaliamo fino a Cima Sappada e prendiamo la SP22 della Val Sesis, fino alle sorgenti del Piave, ai piedi del Peralba. La strada è molto stretta, con pendenze medie sopra il 10% e senza barriere in alcuni tratti: adatta solo a mezzi compatti.
Poi scendiamo a Cima Sappada, seguiamo la statale verso Rigolato e Tolmezzo, risaliamo la Pontebbana attraverso il Canal del Ferro e la Valcanale, passiamo Tarvisio e arriviamo a Fusine in Valromana. Nel pomeriggio facciamo l'anello pianeggiante dei Laghi di Fusine, sotto il massiccio del Mangart.
Dormiamo all'area camper di Fusine, in via delle Ponze, con 43 piazzole su autobloccanti ed erba, dodici colonnine di corrente, carico d'acqua e scarico, accanto alla ciclabile Alpe Adria. Non ci sono docce né bagni.
Giorno 5, il Montasio e il ritorno
Circa 6 ore e 15 di guida in tutto. Da Fusine andiamo a Tarvisio, poi verso il lago del Predil e Sella Nevea. Da lì sale la strada del Montasio, con pendenze forti e tornanti stretti, alcuni in galleria con sagoma limitata. All'altopiano, circondato dalle pareti calcaree dello Jôf di Montasio, prendiamo il sentiero CAI 622, mezz'ora di cammino sui prati fino al rifugio di Brazzà, con vista sulle Alpi Giulie occidentali.
Sull'altopiano la sosta è tollerata solo di giorno: la notte e il campeggio libero sono vietati, per proteggere l'alpeggio, e il parcheggio non ha bagni, corrente né carico e scarico. Ridiscendiamo a Sella Nevea, percorriamo la val Raccolana fino a Chiusaforte e la SS13, entriamo in A23 a Carnia e rientriamo ad Asti per A4 e A21.
Da sapere
Il periodo è la tarda primavera o l'estate, perché la strada di Sella di Razzo riapre solo a fine primavera e il campeggio di Sauris apre a giugno. Cerchiamo compagni di viaggio disposti a dividere le spese vive. Serve un mezzo compatto in regola e una guida tranquilla su strade strette; le camminate sono di un'ora o poco più. Strade, aperture e regole di sosta cambiano: le controlliamo prima di partire.
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Tutte le indicazioni pubblicate — itinerario, distanze, tempi di guida, costi, traghetti, pedaggi, campeggi, date di apertura — hanno valore puramente indicativo. Distanze e tempi provengono da un motore di navigazione su dati OpenStreetMap e si riferiscono alla data di redazione; prezzi, orari e aperture stradali cambiano di continuo. Verifica sempre le fonti ufficiali prima di partire.
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Prima di partire, consulta gli avvisi di viaggio del Ministero degli Esteri (viaggiaresicuri.it) per ogni paese attraversato. L'autore declina ogni responsabilità per incidenti, danni, spese o disguidi derivanti dall'utilizzo delle informazioni qui pubblicate.

