Namibia
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Namibia

2016 · ~18 giorni

Periodo Luglio
Tipo Safari & Natura selvaggia · Road Trip
Luoghi Windhoek, Swakopmund, Sossusvlei, Duna 45, Solitaire, Sesriem, Sandwich Harbour, Spitzkoppe, Cape Cross, Twyfelfontein, Palmwag, Opuwo, Epupa Falls, Ruacana, Etosha (Namutoni, Halali, Okaukuejo)

Il viaggio

Uno dei viaggi più selvaggi che abbia fatto. Diciotto giorni in fuoristrada attraverso la Namibia, dal Parco Nazionale di Etosha al deserto del Namib, dove la strada finisce e comincia il paesaggio.

Sono partito da Windhoek, la capitale più tranquilla dell'Africa, ordinata, con architettura coloniale tedesca e birrerie artigianali. La prima tappa è stata il Parco Nazionale di Etosha, una delle più grandi riserve faunistiche dell'Africa australe. Tre giorni tra i campi di Namutoni, Halali e Okaukuejo, su piste sterrate tra la savana e il grande pan salato, una distesa bianca dove d'inverno migliaia di animali si radunano alle pozze. Elefanti, giraffe, leoni, rinoceronti neri, zebre, gnu, springbok, spesso a pochi metri dall'auto. Di notte, alla pozza illuminata di Okaukuejo, ho visto i rinoceronti venire a bere sotto le stelle.

Dal parco sono salito a nord, nel Kaokoland, la regione più remota e meno sviluppata della Namibia. A Ruacana, al confine con l'Angola, ho visto le cascate (spesso secche in inverno) e un paesaggio di roccia nuda. Poi le Cascate Epupa sul fiume Kunene: rapide e salti d'acqua tra le palme makalani, di nuovo sul confine con l'Angola. Al tramonto ho visto il vapore sopra le cascate tingersi di rosso.

Opuwo, la «capitale» del Kaokoland, è il punto d'incontro tra il mondo moderno e la cultura degli Himba, uno dei popoli più fotografati dell'Africa. Le donne si cospargono il corpo di una pasta di ocra rossa e burro.

Scendendo verso la costa ho attraversato il Damaraland. A Twyfelfontein, patrimonio UNESCO, ho visto incisioni rupestri di seimila anni fa lasciate dai San (Boscimani): giraffe, rinoceronti, impronte umane incise nell'arenaria rossa. A Palmwag vivono gli elefanti del deserto, adattati alla siccità. Lo Spitzkoppe è un inselberg di granito che si alza dal deserto come una piramide, il «Cervino della Namibia», con archi di roccia e colori che cambiano con la luce.

Poi la costa scheletrica. A Cape Cross ho visto la più grande colonia di otarie dell'Africa australe: migliaia di animali ammassati sulla spiaggia, con un rumore e un odore fortissimi. Swakopmund è una città coloniale tedesca in pieno deserto, con birrerie, caffetterie con torta Schwarzwald, architettura Jugendstil e il vento freddo dell'Atlantico. Ho passato qui tre giorni, con un'escursione in 4x4 a Sandwich Harbour, dove le dune più alte del mondo scendono direttamente nell'oceano.

L'ultima parte del viaggio l'ho fatta nel Namib, tra i deserti più antichi del pianeta (80 milioni di anni). Solitaire è un villaggio fantasma con una pompa di benzina e la migliore torta di mele della Namibia. Sesriem è l'ingresso di Sossusvlei. Mi sono svegliato alle 4 del mattino per essere sulla Duna 45 all'alba: una parete di sabbia color albicocca alta 170 metri contro un cielo indaco, con le ombre che disegnano geometrie. Poi Sossusvlei e Deadvlei: il fondo bianco di un pan prosciugato con gli scheletri neri di acacie morte da 900 anni, tra dune arancioni e un cielo blu cobalto.

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Le informazioni su percorsi, difficoltà e condizioni sono basate sull'esperienza personale dell'autore e hanno valore puramente indicativo. Questo sito non è una guida alpina né un'agenzia di viaggi. Ogni attività viene svolta sotto la propria responsabilità.