Il viaggio
Uno dei viaggi più selvaggi che abbia fatto. Diciotto giorni in fuoristrada attraverso la Namibia, dal Parco Nazionale di Etosha al deserto del Namib, dove la strada finisce e comincia il paesaggio.
Sono partito da Windhoek, la capitale più tranquilla dell'Africa, ordinata, con architettura coloniale tedesca e birrerie artigianali. La prima tappa è stata il Parco Nazionale di Etosha, una delle più grandi riserve faunistiche dell'Africa australe. Tre giorni tra i campi di Namutoni, Halali e Okaukuejo, su piste sterrate tra la savana e il grande pan salato, una distesa bianca dove d'inverno migliaia di animali si radunano alle pozze. Elefanti, giraffe, leoni, rinoceronti neri, zebre, gnu, springbok, spesso a pochi metri dall'auto. Di notte, alla pozza illuminata di Okaukuejo, ho visto i rinoceronti venire a bere sotto le stelle.
Dal parco sono salito a nord, nel Kaokoland, la regione più remota e meno sviluppata della Namibia. A Ruacana, al confine con l'Angola, ho visto le cascate (spesso secche in inverno) e un paesaggio di roccia nuda. Poi le Cascate Epupa sul fiume Kunene: rapide e salti d'acqua tra le palme makalani, di nuovo sul confine con l'Angola. Al tramonto ho visto il vapore sopra le cascate tingersi di rosso.
Opuwo, la «capitale» del Kaokoland, è il punto d'incontro tra il mondo moderno e la cultura degli Himba, uno dei popoli più fotografati dell'Africa. Le donne si cospargono il corpo di una pasta di ocra rossa e burro.
Scendendo verso la costa ho attraversato il Damaraland. A Twyfelfontein, patrimonio UNESCO, ho visto incisioni rupestri di seimila anni fa lasciate dai San (Boscimani): giraffe, rinoceronti, impronte umane incise nell'arenaria rossa. A Palmwag vivono gli elefanti del deserto, adattati alla siccità. Lo Spitzkoppe è un inselberg di granito che si alza dal deserto come una piramide, il «Cervino della Namibia», con archi di roccia e colori che cambiano con la luce.
Poi la costa scheletrica. A Cape Cross ho visto la più grande colonia di otarie dell'Africa australe: migliaia di animali ammassati sulla spiaggia, con un rumore e un odore fortissimi. Swakopmund è una città coloniale tedesca in pieno deserto, con birrerie, caffetterie con torta Schwarzwald, architettura Jugendstil e il vento freddo dell'Atlantico. Ho passato qui tre giorni, con un'escursione in 4x4 a Sandwich Harbour, dove le dune più alte del mondo scendono direttamente nell'oceano.
L'ultima parte del viaggio l'ho fatta nel Namib, tra i deserti più antichi del pianeta (80 milioni di anni). Solitaire è un villaggio fantasma con una pompa di benzina e la migliore torta di mele della Namibia. Sesriem è l'ingresso di Sossusvlei. Mi sono svegliato alle 4 del mattino per essere sulla Duna 45 all'alba: una parete di sabbia color albicocca alta 170 metri contro un cielo indaco, con le ombre che disegnano geometrie. Poi Sossusvlei e Deadvlei: il fondo bianco di un pan prosciugato con gli scheletri neri di acacie morte da 900 anni, tra dune arancioni e un cielo blu cobalto.
Fotografie (17)

















Le informazioni su percorsi, difficoltà e condizioni sono basate sull'esperienza personale dell'autore e hanno valore puramente indicativo. Questo sito non è una guida alpina né un'agenzia di viaggi. Ogni attività viene svolta sotto la propria responsabilità.